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	<title>diabete | Metodo Alonzo - La medicina del futuro di Mirko Alonzo</title>
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	<description>Alimentazione e benessere by Dr. Mirko Alonzo</description>
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		<title>Diabete: è sufficiente dosare l’insulina per evitare complicanze?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Mirko Alonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 11:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[cause del diabete]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[insulina]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi del diabete]]></category>
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					<description><![CDATA[Errori comuni, cause tipiche e consigli pratici su come prevenire, curare e convivere con il diabete mantenendo sotto controllo i livelli di insulina nel corpo Il diabete o diabete mellito è una malattia cronica, caratterizzata dall’aumento della concentrazione di glucosio nel sangue. Responsabile di questo è un ormone che si chiama insulina che viene prodotto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><em>Errori comuni, cause tipiche e consigli pratici su come prevenire, curare e convivere con il diabete mantenendo sotto controllo i livelli di insulina nel corpo</em></h4>
<p style="text-align: justify;">Il diabete o diabete mellito è una <strong>malattia cronica</strong>, caratterizzata dall’aumento della concentrazione di glucosio nel sangue. Responsabile di questo è un ormone che si chiama <strong>insulina </strong>che viene prodotto dal pancreas, quando il pancreas non secerne insulina nella giusta quantità (associata ad una sua ridotta attività biologica) o addirittura non ne secerne, ecco che abbiamo l’insorgere del diabete.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Da cosa possiamo sospettare che potremmo essere diabetici?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">I sintomi che possono accendere un campanello di allarme non sono molti, neanche molto significativi e possono essere:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>l’aumento dell’appetito</strong>;</li>
<li><strong>il bisogno di urinare spesso anche di notte</strong> con perdita di molti liquidi e sali minerali che possono causare anche una forte disidratazione, irritabilità e alterazioni dell’umore, (da qui la necessità di bere molto per reintegrare i liquidi persi);</li>
<li><strong>variazioni del peso corporeo</strong>. La perdita di peso, frequente nel diabete di I tipo, è dovuta al fatto che, in carenza o assenza di insulina, le cellule non possono sfruttare il glucosio nel sangue come fonte di energia per tutte le attività e quindi si procurano questa energia da altre fonti, come le proteine muscolari, causando debolezza e i grassi di deposito, facendo aumentare i trigliceridi (grassi) e generando la formazione di corpi chetonici che sono degli acidi molto pericolosi quando vengono prodotti in eccesso;</li>
<li><strong>una maggiore frequenza di infezioni</strong> cutanee (dermatiti), renali (pielonefriti), polmonari (polmoniti), etc.. Le donne spesso lamentano bruciore e prurito con secrezioni nelle parti intime, dovute principalmente ad una vaginite da candida.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo potuto notare, spesso il diabete, a seconda del tipo, non dà grandi segni della sua presenza, se non in una fase avanzata. Se non sufficientemente attenzionato e tenuto sotto stretto controllo, con l’avanzare del tempo, <strong>può provocare complicanze molto importanti</strong> quali <strong>malattie degenerative, ictus, infarto, malattie respiratorie, steatosi epatica, distacco della retina e tanto altre ancora. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un errore molto comune </strong>che noto in molte persone è quello di <strong>sottovalutare i primi sintomi della malattia</strong>. Questo errore spesso si rivela fatale in quanto spesso ci si rivolge al medico quando si è in una fase già molto avanzata.  E’ buona norma invece, ai primi segni o al primo dubbio che ci assale, <strong>rivolgersi al medico di fiducia</strong> affinché possa indirizzare, attraverso una serie di esami di routine, verso una corretta diagnosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo oggi spesso la medicina convenzionale, tende a curare il sintomo anziché provare a rimuovere (quando ciò è possibile) le cause scatenanti della malattia. Questa cultura ci viene trasmessa quotidianamente attraverso l’abuso di farmaci.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Le cause del diabete</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Oggi il diabete è definita da molti la malattia del secolo o <strong>malattia del “benessere”</strong> e spesso si parla di una vera e propria epidemia diabetica. Le cause scatenanti di questa malattia cronica e degenerativa sono molteplici.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Possono essere legate a un’alterazione ormonale</li>
<li>Interventi chirurgici,</li>
<li>Abuso di particolari farmaci</li>
<li>Fattori ambientali</li>
<li>Fattori genetici</li>
<li><strong>Fattori alimentari, etc.</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In questo articolo ci occuperemo della causa di più frequente riscontro, soprattutto nel diabete di tipo II e paradossalmente spesso la meno attenzionata: <strong>un’alimentazione sbagliata e sbilanciata e uno stile di vita non corretto (fumo, alcool etc.).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quello che sempre più noto nella mia esperienza come medico, (ed è possibile che lo avrai notato anche tu), è il fatto che spesso capita tra i pazienti di incontrare amici o di fare nuove amicizie negli ospedali, nei centri di prenotazione, negli ambulatori, di persone affette dalla loro stessa malattia e mi soffermo a notare come iniziano a scambiarsi tra loro esperienze, qualità di insuline, dosaggi, compresse di composizione diversa e quant’altro. Fin qui nulla di preoccupante se non il fatto che a volte dopo queste chiacchierate, molti pazienti tornano a casa <strong>e iniziano a provare dosaggi nuovi di insulina o altri tipi di farmaci consigliati dagli amici incontrati in precedenza senza minimamente preoccuparsi di ciò che mangiano, di ciò che bevono e dello stile di vita che conducono.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo è un gravissimo errore</strong>. E’ importante ricordare, infatti, che siamo tutti diversi!</p>
<p style="text-align: justify;">Diverse possono essere le nostre condizioni fisiche o la reazione ad un farmaco, magari perché a differenza dell’amico può essere presente un&#8217;altra patologia. Diversi possono essere ancora i risultati dalle analisi svolte con i relativi valori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi tendiamo sempre di più ad improvvisarci medici, proviamo dosaggi e combinazioni di farmaci in autonomia, forti del fatto che ce lo hanno consigliato gli amici che reputiamo più “esperti” perché magari è da 20 anni che sono diabetici e hanno trovato le soluzioni “giuste”.</strong> Ad un’analisi più approfondita noteremo che queste persone che noi reputiamo “esperte” e che danno consigli sulle soluzioni “giuste” spesso hanno iniziato diverso tempo fa magari (10-20 anni) con mezza compressina di un determinato farmaco e adesso fanno insulina con dosi massicce e prendono anche compresse quali la metformina a dosaggi molto elevati. Oserei quindi dire che, in realtà, non hanno alcuna esperienza. <strong>Costoro pensano, come tanti, che basta saper dosare bene le unità di insulina, trovare una giusta compressa con relativo dosaggio e hanno risolto il problema!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi è capitato di recente di essere ospite a cena di un mio conoscente, affetto da diabete di tipo II.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella sera gli ho visto mangiare di tutto, dall’antipasto alla pizza, quantità esagerate di formaggi vari e fritture di ogni genere, condite con maionese e salse piccanti. Il tutto deglutito con l’aiuto di bibite gassate e ultra zuccherate. Per finire non si è fatto mancare nemmeno 3 fette di torta e il caffè.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine di questa cena, essendo assalito dal dubbio su quante unità di insulina dovesse iniettarsi, mi disse:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“Mirko, sono indeciso se iniettare 22, 25 o 27 unità di insulina, per cui mi misuro la glicemia, cosi risolvo il problema.”</p>
<p style="text-align: justify;">Gli risposi: “Ma che sono, numeri della lotteria?”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La mia frase lo fece sorridere e così trascorse il resto della serata a spiegarmi come riusciva, con un semplicissimo “fai da te”, a capire quante unità di insulina doveva iniettare in funzione del valore glicemico.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi purtroppo questa persona, che già soffriva di pressione alta, è ricoverata in terapia intensiva, perché ha avuto un altro infarto e rischia di lasciare moglie e figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa esperienza ci fa comprendere come sia importante non improvvisarsi medici, perché ogni individuo è diverso dall’altro con predisposizioni, caratteristiche e tendenze patologiche diverse. Affidiamoci sempre a dei medici competenti di fiducia e lasciamoci guidare, sottoponendo loro magari qualcosa di cui abbiamo sentito parlare, ma ricordando sempre che l’ultima parola spetta al medico.</p>
<p style="text-align: justify;">Consiglio quindi, invece di specializzarci nel fai da te, cercando nuovi farmaci o dosaggi di insulina indicati da amici e parenti diabetici, di <strong>provare a risolvere prima una delle cause principali che porta alla malattia diabetica, cioè migliorare lo stile alimentare e di vita, ritrovando il peso forma e mantenendo costante la glicemia il più possibile entro i valori di riferimento</strong>. E’ spesso improduttivo focalizzarsi solo e soltanto sui dosaggi di farmaci, perché, al di la del valore glicemico del momento, <strong>quello che può risultare molto dannoso sono i continui picchi glicemici dovuti principalmente ad un’alimentazione sbilanciata e ad una inadeguata idratazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quando le dosi di insulina sono eccessive e l’alimentazione risulta inadeguata, <strong>l’insulina provoca un circolo vizioso</strong>, per cui, più iniettiamo insulina e più abbiamo fame, più mangiamo e più occorrerà iniettare insulina, con tutte le conseguenze negative del caso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nostro obiettivo deve essere quello di cercare di ridurre quanto più possibile i dosaggi farmacologici ( riducendo così i loro effetti collaterali), mantenendo i valori glicemici costanti nel “range” di riferimento</strong>, <strong>prevenire le complicanze e rimettere, per quanto possibile, l’organismo nella condizione migliore per produrre da solo quello di cui ha bisogno. </strong></p>
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