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	<title>grasso in eccesso | Metodo Alonzo - La medicina del futuro di Mirko Alonzo</title>
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	<description>Alimentazione e benessere by Dr. Mirko Alonzo</description>
	<lastBuildDate>Tue, 18 May 2021 17:41:36 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Vuoi iniziare una dieta? Attenzione ai tuoi obiettivi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Mirko Alonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 May 2021 17:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione personalizzata]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione sana]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sia l’obesità che il sovrappeso rappresentano ancora oggi un problema molto serio per la salute della popolazione mondiale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la principale causa dell’aumento di peso è il consumo di cibi altamente grassi e ad elevato indice calorico. Le persone in sovrappeso, purtroppo, hanno un maggiore rischio di sviluppare diabete, ictus o [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sia l’<strong>obesità</strong> che il <strong>sovrappeso</strong> rappresentano ancora oggi un problema molto serio per la salute della popolazione mondiale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la principale causa dell’aumento di peso è il consumo di cibi altamente grassi e ad elevato indice calorico.</p>
<p>Le persone in sovrappeso, purtroppo, hanno un maggiore rischio di sviluppare <strong>diabete</strong>, <strong>ictus</strong> o <strong>infarto</strong>. Inoltre, per esse, è maggiore la probabilità di manifestare anche altri tipi di <strong>disturbi</strong>, come quelli digestivi (e.g., reflusso), respiratori, articolari (e.g., artrosi), ginecologici (e.g., ovaio policistico, problemi in gravidanza, etc.), sessuali (e.g., impotenza), etc.</p>
<p>Ovviamente, il percorso di <strong>dimagrimento</strong> è spesso lungo e faticoso e richiede molta buona volontà, impegno e costanza. Indubbiamente non è semplice riuscire a cambiare le proprie abitudini alimentari, soprattutto se da tempo si è abituati a mangiare senza prestare attenzione alla qualità del cibo ed a quanto esso sia “sano” per l’organismo.</p>
<p>Attraverso un recente studio pubblicato nella rivista scientifica <em>Psychology &amp; Health</em>, è stato dimostrato che per riuscire modificare il proprio regime alimentare ed ottenere dei risultati a lungo termine è importante focalizzare l’<strong>obiettivo giusto</strong>.</p>
<p>Nello specifico, la ricerca ha analizzato per 6 settimane il comportamento alimentare di un campione di donne in sovrappeso, di età compresa tra i 19 ed i 77 anni, che volontariamente avevano deciso di iniziare una <strong>dieta dimagrante</strong>.</p>
<p>Dai test, è emerso che concentrando la propria attenzione sul processo (ovvero sul comportamento alimentare) piuttosto che sull’obiettivo (la perdita di peso), è stato possibile raggiungere più facilmente i risultati attesi.</p>
<p>Questo, secondo i ricercatori, è accaduto perché la <strong>componente psicologica</strong> è fondamentale per riuscire a mantenere nel tempo delle abitudini alimentari sane e corrette.</p>
<p>In effetti, le abitudini alimentari spesso derivano da una routine di comportamenti quotidiani che rispondono a stimoli ben precisi. L’interruzione di tali abitudini richiede una forte autoregolazione, difficile da ottenere se il risultato desiderato appare troppo lontano e difficilmente raggiungibile.</p>
<p>Concentrandosi sulla qualità e sulla quantità del cibo che si sta mangiando, piuttosto che su quanto peso si è già perso, ha consentito ai partecipanti di <strong>migliorare</strong> anche il proprio approccio nei confronti della dieta.</p>
<p>Se decidi di iniziare una <strong>dieta</strong> è importante che tu ti ponga dei piccoli obiettivi a breve termine, più concreti e facili da raggiungere. In questo modo, la gratificazione personale data dal raggiungimento del primo piccolo obiettivo, ti darà la forza e lo slancio per perseguire risultati migliori. Focalizzando la tua attenzione sul metodo piuttosto che sul risultato, eviterai anche di divenire inconsapevole vittima di sentimenti e stati d’animo negativi, come <strong>frustrazione</strong>, ansia o stress.</p>
<p>L’esperienza insegna che gli obiettivi a lungo termine possono anche variare nel corso del tempo. Proprio per tale ragione, ti consiglio di concentrarti sui piccoli passi che poco alla volta compirai, con l’insostituibile aiuto di uno specialista che ti accompagnerà durante questo percorso.</p>
<p>Se desideri ulteriori chiarimenti sull’argomento non esitare a contattarmi, sarò lieto di risponderti personalmente.</p>
<p>Se le informazioni che hai appreso in questo mio articolo ti sono state utili condividilo liberamente con i tuoi amici.</p>
<p>Per approfondire questa tematica e imparare il <strong>Metodo Alonzo</strong> che ti permette di incrementare le tue performance, bruciare grassi in eccesso e sentirti pieno di energia clicca qui su questo <a href="https://metodoalonzo.it/manuale-opertativo-performance-migliora-le-prestazioni-sportive-con-il-metodo-alonzo/"><em>link</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte</p>
<p><a href="https://doi.org/10.1080/08870446.2011.570867">https://doi.org/10.1080/08870446.2011.570867</a></p>The post <a href="https://metodoalonzo.it/vuoi-iniziare-una-dieta-attenzione-ai-tuoi-obiettivi/">Vuoi iniziare una dieta? Attenzione ai tuoi obiettivi</a> first appeared on <a href="https://metodoalonzo.it">Metodo Alonzo - La medicina del futuro di Mirko Alonzo</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Dieta chetogenica. Le cose che non sai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Mirko Alonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2020 13:46:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[curarsi con l'alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
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					<description><![CDATA[È già da un po’ di tempo che si sente parlare sempre più spesso della dieta chetogenica. Una dieta che promette il dimagrimento con pochissimi sforzi ed in tempi molto brevi. Cos’è la dieta chetogenica? La dieta chetogenica, in estrema sintesi, è un tipo di dieta basata su una rigida diminuzione dei carboidrati, in favore [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È già da un po’ di tempo che si sente parlare sempre più spesso della <strong>dieta chetogenica</strong>. Una dieta che promette il dimagrimento con pochissimi sforzi ed in tempi molto brevi.</p>
<h1><strong>Cos’è la dieta chetogenica?</strong></h1>
<p>La <strong>dieta chetogenica</strong>, in estrema sintesi, è un tipo di dieta basata su una rigida diminuzione dei <strong>carboidrati</strong>, in favore di proteine e lipidi. Questo regime alimentare fa si che l’organismo attivi un processo chiamato chetosi (o acetonemia).</p>
<p>La <strong>chetosi</strong> avviene quando l’organismo, in assenza di zuccheri, inizia a <strong>bruciare i grassi</strong> per produrre energia. Questo porta ad una riduzione del tessuto adiposo e, di conseguenza, al dimagrimento.</p>
<p>Purtroppo, per molte persone questa strategia alimentare potrebbe sembrare quasi una magia, poiché erroneamente credono che sia sufficiente eliminare dalla propria dieta pane, pasta e farinacei per dimagrire.</p>
<p>Gli alimenti che vengono considerati adatti per questa dieta sono: uova, carne, pesce, formaggi, verdura, frutta secca, semi oleosi, olii vegetali (olio d’oliva, di cocco, di lino etc.) e tutti quei cibi a zero contenuto di carboidrati.</p>
<h2><strong>Un errore comune</strong></h2>
<p>Quando questa dieta viene effettuata senza controllo medico e senza avere effettuato delle specifiche analisi di controllo, può arrecare <strong>seri danni all’organismo</strong>.</p>
<p>Infatti, può causare disfunzioni renali o al fegato, disidratazione, perdita di sali minerali e vitamine, sangue nelle urine, alterazione del naturale ph del sangue, nausea, dolori muscolari, diarrea, affaticamento, mal di testa ed altre <strong>controindicazioni</strong>.</p>
<p>Al contrario di ciò che viene indicato sui vari social, la dieta chetogenica non è assolutamente una dieta adatta a tutti. Inoltre, deve essere attentamente valutata da uno specialista anche nel caso in cui tu sia uno <strong>sportivo</strong> oppure una persona <strong>non </strong>perfettamente in salute.</p>
<h3><strong>Dieta chetogenica ed integratori</strong></h3>
<p>Talvolta, a questa dieta viene associata l’assunzione di <strong>integratori</strong> che favoriscono la <strong>perdita di peso</strong> e, nel caso degli atleti, anche il miglioramento delle proprie <strong>performance sportive</strong>.</p>
<p>È mio dovere di medico, ricordare che gli integratori vanno prescritti solo ed esclusivamente da uno specialista competente, in base ad una serie di dati che valutano attentamente lo <strong>stato di salute</strong> generale dell’organismo, lo stile di vita e le caratteristiche di ogni singola persona.</p>
<p>Se desideri ulteriori chiarimenti sull’argomento non esitare a contattarmi, sarò lieto di risponderti personalmente.</p>
<p>Se le informazioni che hai appreso in questo mio articolo ti sono state utili condividilo liberamente con i tuoi amici.</p>
<p>Per approfondire questa tematica e imparare il Metodo Alonzo che ti permette di incrementare le performance, bruciare grassi in eccesso e sentirti pieno di energia clicca qui su questo <em><strong><a href="https://metodoalonzo.it/manuale-opertativo-performance-migliora-le-prestazioni-sportive-con-il-metodo-alonzo/">link</a></strong></em></p>The post <a href="https://metodoalonzo.it/dieta-chetogenica-le-cose-che-non-sai/">Dieta chetogenica. Le cose che non sai</a> first appeared on <a href="https://metodoalonzo.it">Metodo Alonzo - La medicina del futuro di Mirko Alonzo</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Lo zenzero per la prevenzione delle malattie metaboliche</title>
		<link>https://metodoalonzo.it/lo-zenzero-per-la-prevenzione-delle-malattie-metaboliche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Mirko Alonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[curarsi con l'alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione obesità]]></category>
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					<description><![CDATA[L’obesità ed il sovrappeso sono purtroppo in crescente aumento a causa dell’alimentazione errata e dello stile di vita sedentario tipico della società attuale. I dati statistici infatti indicano che, in assenza di provvedimenti efficaci a lungo termine, circa il 38% della popolazione mondiale adulta potrebbe risultare in sovrappeso entro l’anno 2030. L’obesità è causata principalmente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>obesità</strong> ed il <strong>sovrappeso</strong> sono purtroppo in crescente aumento a causa dell’alimentazione errata e dello stile di vita sedentario tipico della società attuale.</p>
<p>I dati statistici infatti indicano che, in assenza di provvedimenti efficaci a lungo termine, circa il 38% della popolazione mondiale adulta potrebbe risultare in sovrappeso entro l’anno 2030.</p>
<p>L’obesità è causata principalmente da un forte squilibrio tra apporto energetico (dato dall&#8217;<strong>alimentazione</strong>) e consumo di energia. Quindi, per poter fronteggiare tale problema, diventa di fondamentale importanza diminuire l’apporto energetico, correggendo la propria <strong>dieta</strong>, e aumentare il dispendio di energia, facendo ad esempio più <strong>attività fisica</strong>.</p>
<p>In questi processi, assume un ruolo chiave il <strong>tessuto adiposo</strong>, ovvero l’insieme delle cellule (adipociti bianchi e bruni) che hanno il compito di immagazzinare i lipidi che sono necessari per il funzionamento del <strong>metabolismo energetico</strong>.</p>
<p>Una recente ricerca pubblicata lo scorso anno nella rivista scientifica <em>The Journal of Nutritional Biochemistry</em> ha dimostrato che esistono molteplici sostanze fitochimiche, contenute ad esempio nella <strong>curcuma</strong>, nel <strong>peperoncino</strong> e nei <strong>mirtilli rossi</strong>, che hanno il potere di influenzare il metabolismo energetico, riducendo così il rischio di sovrappeso e obesità.</p>
<p>Nello specifico, il sopraccitato studio ha analizzato l’interazione tra le sostanze fitoterapiche contenute nello <strong>zenzero</strong> ed il metabolismo energetico.</p>
<p>Dai test condotti in laboratorio è infatti emerso che lo zenzero può modulare l’espressione genica del tessuto adiposo. Inoltre, consumando regolarmente zenzero è possibile tenere sotto controllo l’aumento del <strong>peso corporeo</strong> e l’accumulo di <strong>colesterolo</strong> e <strong>trigliceridi</strong>.</p>
<p>Questo accade perché i suoi composti (come <strong>gingeroli</strong> e shogaoli), interagiscono con l’organismo influenzando alcuni dei processi biochimici coinvolti nella produzione di energia.</p>
<p>L’uso dello zenzero può essere utile anche per mitigare l&#8217;insulino-resistenza, la concentrazione di glucosio nel sangue e l’accumulo di lipidi. Tutti fattori strettamente connessi all&#8217;obesità, alle malattie metaboliche ed ai disturbi ad esse collegati.</p>
<p>Tuttavia, sono necessari ulteriori approfondimenti per comprendere pienamente i meccanismi di azione dello zenzero nella <strong>prevenzione</strong> e nel trattamento terapeutico di queste patologie cronico-degenerative.</p>
<p>Nonostante ciò, l’introduzione dello zenzero nella propria dieta può sicuramente apportare numerosi benefici, poiché è un alimento estremamente ricco di <strong>proprietà antiossidanti</strong> ed antinfiammatorie.</p>
<p>Prova anche tu ad utilizzarlo regolarmente per insaporire le tue pietanze oppure per preparare infusi e tisane aggiungendo, se vuoi, anche un cucchiaino di miele e qualche goccia di limone.</p>
<p>Se le informazioni che hai appreso in questo mio articolo ti sono state utili condividilo liberamente con i tuoi amici. Se desideri ulteriori chiarimenti sull&#8217;argomento non esitare a contattarmi.</p>
<p>Per approfondire questa tematica e imparare il Metodo Alonzo che ti permette di incrementare le performance, bruciare grassi in eccesso e sentirti pieno di energia clicca qui su questo <em><strong><a href="https://metodoalonzo.it/manuale-opertativo-performance-migliora-le-prestazioni-sportive-con-il-metodo-alonzo/">link</a></strong></em></p>
<p>Fonte</p>
<p><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0955286319300932">https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0955286319300932</a></p>The post <a href="https://metodoalonzo.it/lo-zenzero-per-la-prevenzione-delle-malattie-metaboliche/">Lo zenzero per la prevenzione delle malattie metaboliche</a> first appeared on <a href="https://metodoalonzo.it">Metodo Alonzo - La medicina del futuro di Mirko Alonzo</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Fegato grasso: cosa fare?</title>
		<link>https://metodoalonzo.it/i-rischi-del-fegato-ingrossato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Mirko Alonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2020 19:34:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[curarsi con l'alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[grasso in eccesso]]></category>
		<category><![CDATA[metodo alonzo]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione patologie]]></category>
		<category><![CDATA[steatosi epatica non alcolica]]></category>
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					<description><![CDATA[La steatosi epatica non alcolica (in inglese NAFLD, acronimo di Non-Alcoholic Fatty Liver Disease) è una malattia del fegato divenuta purtroppo molto comune ed è dovuta ad un eccessivo accumulo di grasso nel fegato. Viene definita appunto non alcolica proprio per distinguerla dalla steatosi epatica alcolica che invece è dovuta ad un eccesivo abuso di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>steatosi epatica non alcolica</strong> (in inglese NAFLD, acronimo di <em>Non-Alcoholic Fatty Liver Disease</em>) è una malattia del <strong>fegato</strong> divenuta purtroppo molto comune ed è dovuta ad un eccessivo accumulo di <strong>grasso</strong> nel fegato. Viene definita appunto non alcolica proprio per distinguerla dalla steatosi epatica alcolica che invece è dovuta ad un eccesivo abuso di alcolici e superalcolici.</p>
<p>Le <strong>cause</strong> principali di questa patologia sono:</p>
<p>&#8211; sedentarietà;</p>
<p>&#8211; malnutrizione;</p>
<p>&#8211; abuso di cibi grassi (insaccati, latticini, fritture, cibo spazzatura etc.);</p>
<p>&#8211; eccessiva assunzione di fruttosio;</p>
<p>&#8211; abuso di carboidrati raffinati (pane, pasta, prodotti dolciari e da forno etc.);</p>
<p>&#8211; assunzione di bevande industriali dolcificate.</p>
<p>L’insieme di tali fattori solitamente conduce anche all&#8217;aumento di peso e all&#8217;alterazione del microbiota intestinale. Infatti, questa patologia spesso è collegata all&#8217;<strong>obesità</strong>, al sovrappeso e all&#8217;insulino-resistenza.</p>
<p>I pazienti affetti da questo disturbo, presentano solitamente valori sanguigni non regolari, come <strong>trigliceridi</strong> alti, <strong>colesterolo</strong> elevato, insulinemia e <strong>glicemia</strong> alterate etc., tutti indicatori che stanno alla base della sindrome metabolica, ovvero quella condizione patologica caratterizzata dall&#8217;insieme di differenti problematiche che possono far aumentare il rischio di sviluppare gravi insufficienze cardiovascolari, <strong>diabete</strong> mellito, obesità e altro ancora.</p>
<p>Quando la steatosi non viene trattata subito ed in modo adeguato può degenerare velocemente, causando cirrosi, fibrosi, insufficienza epatica cronica e, nei casi più gravi, carcinoma epatocellulare.</p>
<p>Purtroppo, ancora oggi non esiste una terapia farmacologica in grado di trattare adeguatamente ed in modo definitivo questa disfunzione ma, fortunatamente, la ricerca scientifica ha fatto notevoli progressi nello studio delle malattie del fegato.</p>
<p>Un recentissimo studio pubblicato nella rivista medica “<em>International Journal of Molecular Sciences</em>”, infatti, ha dimostrato che l’<strong>alimentazione</strong> interagisce con la componente genetica di ciascun individuo, nonché con i fattori ambientali.</p>
<p>A seguito di tale scoperta, la <strong>nutrigenomica</strong> assume un ruolo chiave nel trattamento dei pazienti affetti da steatosi epatica non alcolica, dando un’importanza fondamentale alle sostanze nutritive introdotte nell&#8217;organismo attraverso l’alimentazione.</p>
<p><strong>Nei miei pazienti</strong>, in cui riscontro un fegato grasso, il mio approccio è solitamente un  <strong>percorso alimentare  personalizzato</strong> volto a ridurre i picchi glicemici ( con la conseguente riduzione della trasformazione dello zucchero in grasso ad opera dell&#8217;insulina) e che stimoli la fisiologica produzione di un ormone chiamato glucagone.</p>
<p>Uno dei principali effetti di questo ormone è proprio quello di &#8220;scaricare&#8221; il grasso dal fegato per convertirlo in zucchero dopo una serie di passaggi biochimici.</p>
<p>Se le informazioni che hai appreso in questo mio articolo ti sono state utili condividilo liberamente con i tuoi amici.</p>
<p>Per approfondire questa tematica e imparare il Metodo Alonzo che ti permette di incrementare le performance, bruciare grassi in eccesso e sentirti pieno di energia clicca qui su questo <a href="https://metodoalonzo.it/landing-metodo-alonzo/">link</a></p>
<p>Fonte scientifica</p>
<p><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28714900">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28714900</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>The post <a href="https://metodoalonzo.it/i-rischi-del-fegato-ingrossato/">Fegato grasso: cosa fare?</a> first appeared on <a href="https://metodoalonzo.it">Metodo Alonzo - La medicina del futuro di Mirko Alonzo</a>.]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>L’accumulo di grasso in eccesso: un processo infiammatorio cronico</title>
		<link>https://metodoalonzo.it/laccumulo-di-grasso-in-eccesso-un-processo-infiammatorio-cronico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Mirko Alonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2017 21:56:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[acidosi]]></category>
		<category><![CDATA[grasso in eccesso]]></category>
		<category><![CDATA[ipossia]]></category>
		<category><![CDATA[malattie degenerative obesità]]></category>
		<category><![CDATA[obesità invisibile]]></category>
		<category><![CDATA[ridurre massa grassa]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo articolo cercherò di condividere con te una piccolissima parte di questi studi affinchè tu possa comprendere più in dettaglio alcuni meccanismi responsabili dell’aumento del grasso e di conseguenza dell’infiammazione, per essere più consapevole e responsabile della tua situazione. Gli acidi grassi saturi in eccesso derivano prevalentemente da un’alimentazione sbilanciata e scorretta. Per lo più [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questo articolo cercherò di condividere con te una piccolissima parte di questi studi affinchè tu possa comprendere più in dettaglio alcuni meccanismi responsabili dell’aumento del grasso e di conseguenza dell’infiammazione, per essere più consapevole e responsabile della tua situazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli acidi grassi saturi</strong> in eccesso derivano prevalentemente da un’alimentazione sbilanciata e scorretta. <strong>Per lo più sono di derivazione animale</strong> e si trovano nei formaggi, salumi, panna, latticini, carni grasse, etc. Possono derivare (come nel mio caso) anche da un eccesso di carboidrati che sono trasformati nel fegato in trigliceridi (i grassi).</p>
<p style="text-align: justify;">Questi <strong>trigliceridi vengono accumulati all&#8217;interno degli adipociti bianchi</strong> che sono delle particolari cellule che fungono da magazzino di stoccaggio dell&#8217;energia non utilizzata. L&#8217;ingresso dei trigliceridi all&#8217;interno degli adipociti <strong>causa il loro progressivo aumento di volume. </strong>Questo cambiamento, come ho prima accennato, <strong>può essere visibile</strong> all’esterno, con un aumento del grasso addominale e sottocutaneo, (quindi aumenta la pancia, i fianchi, etc.), <strong>oppure invisibile.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente gli adipociti non possono ricevere una dose illimitata di trigliceridi al loro interno, altrimenti scoppierebbero come un palloncino nel quale abbiamo soffiato troppo. Sono capaci quindi di regolarsi. Non appena hanno raggiunto il loro volume critico, gli adipociti iniziano a produrre particolari molecole infiammatorie, con il fine di impedire un ulteriore ingresso di trigliceridi al loro interno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Queste molecole infiammatorie, se da un lato proteggono gli adipociti, dall’altro svolgono un&#8217;azione infiammatoria su tutto il resto dell&#8217;organismo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto si svolge in concomitanza di una mancanza di ossigeno cellulare (ipossia). L’ossigeno che introduciamo nel nostro organismo attraverso la respirazione, ma anche con l&#8217;alimentazione (con l&#8217;acqua per esempio), è il principale nutriente delle cellule è ha un ruolo chiave nell’obesità cellulare.</p>
<blockquote><p>Per “bruciare” un solo grammo di grasso occorrono ben 2 l. di ossigeno all&#8217;interno delle nostre cellule!</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Come spiega chiaramente il Prof Pier Luigi Rossi, Docente presso l’Università della Repubblica di San Marino:</p>
<blockquote><p>“Una cellula obesa con riduzione di ossigeno al suo interno è come una candela sotto una campana: senza ossigeno si spegne e accumula acidi grassi saturi, con aumento di volume e massa.”</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Tutte <strong>le condizioni</strong> quindi <strong>che contribuiscono a diminuire l’ossigeno nelle cellule</strong> (fumo, alcune malattie respiratorie, anemia, vita in ambienti chiusi, stress, acidosi, etc. ) <strong>possono favorire l’accumulo di grasso nelle cellule. </strong>Perseverando quindi in questa condizione infiammatoria sistemica (che può essere evidenziata da alcuni marker nelle analisi del sangue), <strong>il nostro corpo</strong> piano piano, giorno dopo giorno<strong>, si trasforma.</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Si riduce la massa magra muscolare</li>
<li>Si riduce la massa ossea</li>
<li>Aumenta la massa grassa</li>
<li>Le cellule si disidratano, perdono acqua al loro interno, mentre questa passa all’esterno della cellula accumulandosi nel tessuto connettivo degenerato.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutto ciò contribuisce a generare: </strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Ritenzione idrica</li>
<li>Mani e gambe gonfie (a causa degli edemi generati)</li>
<li>Cellulite, buccia d’arancia</li>
<li>Capillari cutanei dilatati, vene varicose (a causa dell’aumento della pressione venosa) e tanto altro.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Quando le condizioni cliniche della persona diventano serie, solitamente vengono prescritti dei farmaci diuretici.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo possono essere migliorati i sintomi e i segni clinici ed estetici, ma non si risolve la causa. Inoltre, facendo un uso continuativo di diuretici, si può andare incontro a tutta una serie di effetti collaterali con possibili danni ai reni, cefalea, vista offuscata, diarrea, vertigini, ipotensione ortostatica e altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se non risolviamo in tempo la causa</strong> che ha contribuito a generare tutto il processo infiammatorio, <strong>possiamo andare incontro a cronicizzazione</strong> che può generare:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Stress ossidativo</strong> con produzione in eccesso di radicali liberi che invecchiano le cellule e danneggiano l’organismo.</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Produzione eccessiva di prodotti di rifiuto acidi</strong> del metabolismo cellulare che possono mettere in crisi l’organismo, alterandone i suoi principali equilibri (tra cui quello acido-alcalino).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutto questo predispone il nostro organismo a sviluppare patologie cronico- degenerative</strong> tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Diabete mellito di tipo due</li>
<li>Aterosclerosi</li>
<li>Ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari</li>
<li>Sindrome metabolica</li>
<li>Steatosi epatica</li>
<li>Alterazione del profilo ormonale sessuale e tanto altro</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Alcuni quadri patologici con tutte le conseguenze che ne derivano, si evidenziano talvolta in modo improvviso.</p>
<p style="text-align: justify;">Immagino <strong>ti sarà capitato di conoscere una persona, che, in apparenza non aveva malattie e poi ha iniziato ad avere un problema dopo l’altro. </strong>In realtà tutto il processo descritto è iniziato molto tempo prima dell’inizio della comparsa dei problemi. Essi spesso sono risultato di una ridotta attenzione verso il proprio corpo, di una limitata conoscenza dell&#8217;anatomia e fisiologia del nostro organismo e dell’affidarsi a personale poco esperto che mira a curare i sintomi e non le cause. Ecco perché in questo articolo ho voluto soffermarmi a spiegare quali sono i principali meccanismi che stanno alla base dell’obesità legata al processo infiammatorio cronico e cosa esso può generare se non ne viene rimossa la causa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricapitolando, quindi, <strong>anche se sei magro e in peso forma</strong>, le tue cellule possono avere al loro interno un eccesso di acidi grassi saturi e <strong>puoi essere metabolicamente obeso con una obesità in questo caso invisibile. </strong>L’obesità invisibile (o cellulare) precede e condiziona l’obesità visibile (o anatomica). Può interessare persone magre, in sovrappeso e obese. Comprendere, come si forma il grasso e il perché è importante ridurlo, quando in eccesso, vuol dire impegnarsi, da adesso in poi, ad attuare un sano stile di vita e un’alimentazione “antinfiammatoria”, riducendo quindi il processo infiammatorio e la tossicità del grasso.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ molto importante indagare con specifiche analisi di laboratorio la tua situazione. <strong>Fatti soprattutto seguire in questo percorso da personale esperto</strong> <strong>che possa indagare attentamente la tua condizione</strong>, <strong>attenzionare alcuni tuoi sintomi per scoprirne la causa e consigliarti la soluzione migliore per il tuo specifico caso.</strong></p>The post <a href="https://metodoalonzo.it/laccumulo-di-grasso-in-eccesso-un-processo-infiammatorio-cronico/">L’accumulo di grasso in eccesso: un processo infiammatorio cronico</a> first appeared on <a href="https://metodoalonzo.it">Metodo Alonzo - La medicina del futuro di Mirko Alonzo</a>.]]></content:encoded>
					
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